CONOSCENZE E STRATEGIE PER POTENZIARE L’ABILITÀ DI STUDIO

 

EPISODIO 4: LE STRATEGIE DI PRELETTURA

A cura di Lorenzo Nari, psicologo e tutor dell’apprendimento

 

 

1) INTRODUZIONE

 

In questo quarto episodio, facciamo un affondo su una classe specifica di strategie di studio, ossia le strategie di prelettura. Esistono strategie per iniziare ad elaborare le informazioni ancor prima di aver svolto una lettura vera e propria di un testo? Se sì, quali sono e come funzionano?

L’obiettivo di questo articolo è proprio dare delle risposte a tali domande ed approfondire queste strategie non ancora abbastanza conosciute nel mondo scolastico.

Nel 2° paragrafo inizieremo a spiegare cosa sono le strategie di prelettura, e a cosa servono globalmente, per poi proseguire con il 3° paragrafo, illustrando al lettore le tre specifiche strategie di prelettura principali. Infine, con il 4° paragrafo, concluderemo l’episodio con delle considerazioni sull’importanza di un approccio attivo alla lettura e sul contributo delle strategie di prelettura ad esso.

 

2) COSA SI INTENDE PER STRATEGIE DI PRELETTURA?

 

Questa classe di strategie include diverse procedure che, come di evince dal nome stesso, si utilizzano come primo contatto con il materiale da apprendere, ancora prima dello studio effettivo, ossia prima di svolgere una lettura vera e propria, completa, del testo.

Le strategie di prelettura hanno lo scopo di preparare e predisporre positivamente la mente per l’assimilazione efficace di nuove informazioni, stimolando un atteggiamento attivo da parte del lettore. Esse riescono a svolgere questa funzione promuovendo i processi di due dimensioni mentali:

a) Dimensione cognitiva: favoriscono la comprensione del significato delle nuove informazioni da apprendere, perché il lettore, ancor prima di leggere integralmente il testo, inizia ad elaborarlo e manipolarlo, iniziando ad organizzare delle conoscenze preliminari;

b) Dimensione motivazionale: aumentano il coinvolgimento del lettore nei confronti del materiale da apprendere, poiché contribuiscono a renderlo protagonista, fin dall’inizio dello studio, aiutandolo ad assumere un ruolo attivo verso il testo; il lettore, infatti, viene spinto ad elaborare le informazioni in maniera personale, mettendoci qualcosa di sé;

Dopo averne fornito una visione d’insieme, nel prossimo paragrafo vedremo nel dettaglio, quali sono le specifiche strategie di prelettura.

 

3) QUALI SONO LE STRATEGIE DI PRELETTURA?

 

Le principali strategie di prelettura sono tre: lettura esplorativa; richiamare alla memoria conoscenze precedenti;usare indizi per fare previsioni. Vediamo adesso come funzionano e quali sono gli scopi di ciascuna di esse.

 

3.1) LETTURA ESPLORATIVA

Per lettura esplorativa si intende una scansione preliminare del testo, da svolgere quindi prima di leggerlo integralmente, durante la quale si scorre il testo per darvi un’occhiata generale. Nella lettura esplorativa, l’attenzione del lettore deve essere rivolta agli elementi più salienti dal punto di vista percettivo e semantico come:

– Elementi testuali: titoli, sottotitoli, e frasi/parole in grassetto o evidenziate;

– Elementi grafici: diagrammi/grafici, immagini e schemi;

Questi elementi sono in grado di anticipare gli argomenti di cui parla il testo da apprendere, fornendo un’idea generale dei suoi contenuti e di come sono strutturati, poiché si può individuare la sequenza logica e la gerarchia delle informazioni. Inoltre, in base, alle parole chiave ed alle frasi evidenziate, è possibile capire quali sono le informazioni che l’autore ritiene più importanti, orientando in maniera efficace la attenzione del lettore, che saprà verso quali aree testuali potrebbe essere necessaria una maggiore focalizzazione. Come è facile intuire, la lettura esplorativa, con la visione di insieme che ne consegue, ha lo scopo di aiutare nella comprensione del significato del testo, fornendo allo studente delle coordinate che orientano e facilitano le successive letture integrali, permettendo un accesso più agevole ai livelli di maggiore dettaglio informativo.

 

3.2) RICHIAMARE ALLA MEMORIA CONOSCENZE PRECEDENTI

 

Questa seconda strategia di prelettura, consiste nel rievocare dalla memoria le proprie conoscenze pregresse riguardanti o collegabili agli argomenti oggetto del testo, ossia quelle conoscenze riguardanti tali tematiche che sono già state acquisite in precedenza, a prescindere dalla modalità attraverso cui questa acquisizione sia avvenuta (esperienza diretta, documentari, ascolto, studio, ecc.).

Più specificatamente, questo può esprimersi in diversi modi complementari:

a) Revisione delle conoscenze: valutare quanto, e quanto bene, il lettore conosce già gli argomenti da apprendere;

b) Collegamento con situazioni concrete/reali: cercare delle connessioni fra gli argomenti presenti nel testo e le proprie esperienze di vita o altre situazioni di vita reale;

c) Collegamento con altri temi: pensare a come gli argomenti di apprendere si possono collegare ad altri concetti, più o meno distanti dal punto di vista disciplinare;

Tale strategia, ha come obiettivo primario quello di fornire un contesto epistemologico alle informazioni da acquisire, facilitandone la comprensione e la memorizzazione. Infatti, il lettore, in questo modo, inizia a costruire una struttura entro la quale le nuove conoscenze saranno organizzate ed integrate, rendendone l’assimilazione più agevole. Inoltre, la rievocazione delle conoscenze precedenti può evidenziare eventuali ostacoli nella comprensione, che orientano la mente verso il loro superamento.Specifichiamo che tale la strategia di richiamare alla memoria le informazioni pregresse, può avvenire sia prima della lettura esplorativa che dopo, ed è, in realtà, un processo continuo che può ripetersi durante l’intero processo di studio.

 

3.3) USARE INDIZI E FARE PREVISIONI

 

La terza ed ultima strategia di prelettura che esaminiamo, consiste nell’impegnare la mente nella formulazione di ipotesi ed aspettative su ciò di può trattare il testo, nello specifico. Ciò significa, concretamente, che, partendo dagli indizi testuali colti dopo la lettura esplorativa, e dal porsi delle domande, il lettore può provare a formulare previsioni sui vari elementi informativi che potrebbero essere presenti o meno nel materiale che si sta per apprestare a leggere in maniera integrale. Alcuni di questi elementi sui quali realizzare previsioni, potrebbero essere, per esempio:

– argomenti specifici;

– spiegazioni;

– approfondimenti;

– collegamenti con altri argomenti o discipline;

– collegamenti con elementi di realtà;

– esempi;

– uso di concetti per risolvere problemi;

– commenti critici;

Con la successiva lettura, il lettore testerà le sue ipotesi e aggiornerà le sue previsioni in base alle informazioni che man mano sta acquisendo. Questa strategia di prelettura ha due funzioni principali:

a) Anticipare i contenuti: aver formulato previsioni può servire a preparare la mente a ricercare, durante la lettura completa del materiale da apprendere, specifiche informazioni che possano in qualche modo confermare o disconfermare le ipotesi del lettore;

b) Stimolare curiosità ed interesse: formulare previsioni che poi dovranno essere messe alla prova può rendere lo studio più coinvolgente, sia perché il lettore si pone in un ruolo attivo nel processo di costruzione della conoscenza, sia per l’elemento di sfida che presuppone il test delle proprie ipotesi;

 

4) CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

 

Sebbene le strategie di prelettura non sempre ricevano l’attenzione che meritano nella sfera scolastica, esse sono molto significative, poiché capaci di catalizzare il processo di apprendimento, sia in termini di efficacia, che di efficienza. In estrema sintesi, riescono a fare tutto questo in quanto favoriscono un atteggiamento attivo del lettore nei confronti del testo, aspetto fondamentale per la comprensione del significato, poiché quest’ultima è frutto di un processo di costruzione in cui il lettore ha un ruolo primario, di protagonista. Il lettore, infatti, costruisce attivamente il significato di ciò che legge integrando/collegando le nuove informazioni presenti nel testo, con quelle che già possiede nella propria memoria, creando dei modelli dinamici che, proseguendo con lo studio, man mano si modificano e si evolvono. Questo atteggiamento attivo citato è, quindi, un elemento imprescindibile per diventare unbuon lettore”, cioè un lettore competente, intenso come un individuo che sa leggere, avendo in mente che lo scopo primario della lettura è la comprensione. Un buon lettore si vede già da come prende contatto con un nuovo testo. Infatti, unbuon lettore conosce ed utilizza strategie di primo approccio al testo, strategie di prelettura, che si attivano, perciò, ancor prima di attuare una lettura integrale, e che lo aiutano ad iniziare a costruire un modello del significato del testo, costruzione che progressivamente si evolverà con le successive letture. Inoltre, l’atteggiamento attivo è correlato anche ad una maggiore motivazione, come abbiamo anticipato, che contribuisce non solo ad un maggiore impegno e concentrazione, ma anche a rendere più piacevole e gratificante la lettura.