Disturbo bipolare

Psicologo a Milano per disturbo bipolare

Cos'è il disturbo bipolare?

Il disturbo bipolare, o malattia maniaco depressiva, è un disturbo mentale contraddistinto da alternanze imprevedibili nel tono dell’umore – tra quella maniacale e quella depressiva – e cambiamenti repentini nel comportamento della persona.

Per comprendere i mutamenti nel tono dell’umore, possiamo raffigurarli come tre frecce: l’umore, il flusso dei pensieri ed il movimento. Se pensiamo a queste tre frecce orientate verso il basso, avremo un umore depresso, una riduzione nel numero dei pensieri e poca voglia ed energia per muoversi, cioè uno stato depressivo. Se, invece, vediamo le tre frecce dirette verso l’alto, avremo umore eccitato, tantissime idee e iperattività nel movimento, ossia lo stato maniacale. Nella situazione in cui una delle frecce è orientata in senso diverso rispetto alle altre avremo, infine, lo stato misto.

Il disturbo bipolare è contrassegnato, infatti, dall’alternanza di uno stato depressivo e uno maniacale; quando la persona passa in modo non definitivo da uno stato all’altro si verifica, invece, lo stato misto.

Occorre stare attenti a non confondere i momenti chiamati “alti e bassi”, che ognuno di noi può avere durante la propria vita quotidiana, con le inattese e incontenibili manifestazioni del disturbo bipolare, che possono, invece, influenzare pesantemente i rapporti interpersonali, causare la perdita del lavoro e, in casi estremi, innescare comportamenti suicidari.

Questo disturbo può essere curato; la cura del disturbo deve essere seguita da esperti. Numerose volte questo disturbo è sottovalutato e, prima che si definisca una giusta diagnosi, le persone che ne sono colpite possono stare male per vari anni. Il disturbo bipolare è totalmente conciliabile con una vita normale e produttiva, ma le cure cui ci si sottopone molto spesso durano per tutta la vita. Allo stesso modo delle malattie cardiologiche e del diabete, infatti, il disturbo bipolare è una patologia di lunga durata che deve essere controllata costantemente.

Approssimativamente il 2.5% della popolazione ha un disturbo bipolare. Il disturbo si sviluppa nella tarda adolescenza o nella prima età adulta.

Come si manifesta il disturbo bipolare

Nel disturbo bipolare si presentano stati depressivi e maniacali.

I segnali della depressione sono tanti  e conosciuti: umore depresso, pensieri negativi ad esempio “non ci riuscirò mai” “è troppo difficile”, sensazione di troppo sforzo e perdita di energia, sensazione di non riuscire nelle attività di tutti i giorni, amplificazione dei sintomi al risveglio, pensieri di morte, poca fiducia nel futuro, inappetenza, e – in alcuni casi – diminuzione della soddisfazione in attività che si svolgevano con piacere, sentirsi incompresi e ritenere gli altri troppo ottimisti, carenza del desiderio sessuale, difficoltà concentrarsi e a prestare attenzione, irascibilità.

È importante differenziare la depressione dalla tristezza, che non è un disturbo, ma una sana emozione; come è altrettanto importante distinguere la depressione dalla reazione psicologica ad un lutto, anche intesa come perdita affettiva importante. La persona in quest’ultimo caso, infatti, risponde molto positivamente alle sollecitazioni: ad esempio, se siamo in lutto e un amico ci invita fuori, seppur sforzandoci e contro voglia otteniamo in ogni caso beneficio dalla presenza dell’altro e dell’attività suggerita. Invece, chi è depresso e viene invitato ha spesso una ricaduta transitoria e non riesce trarre beneficio in nessun modo dalla proposta di uscire. Chi ha un lutto, inoltre, al contrario di chi è depresso, conserva e mostra il senso dell’umorismo.

La mania, al contrario, si presenta in modo eclatante, anche se con intensità differenti. I sintomi: umore molto alto percepito dagli altri come inusuale, comportamenti molto espansivi, modo esagerato nello spendere i soldi, nel fare shopping, sensazione di avere tanta energia e di senso di instancabilità, euforia, tanta focalizzazione però facilità a distrarsi, tendenza a fare tante attività insieme senza finirle, comportamenti violenti e istintivi con gravi effetti sia nel lavoro che nelle relazioni personali, aumento dell’impazienza, estrema irritabilità, incremento nella velocità dei pensieri, scarso bisogno di dormire, esagerata fiducia nelle proprie capacità, bassa capacità di giudizio, incremento del comportamento sessuale, abuso di droghe, alcool e farmaci, comportamento offensivo, intrusivo o aggressivo. Viene chiamato stato maniacale se i sintomi perdurano per oltre una settimana.

Nei casi più gravi, si possono presentare anche sintomi di allucinazioni, come sentire delle voci od odori, e tendenze suicidarie. È dunque molto importante non sottovalutare questo tipo di comportamenti, perché presi in considerazione al loro esordio possono aiutare a comprendere meglio il disturbo bipolare.

Come sapere se si soffre di disturbo bipolare

Per una corretta diagnosi è importante fare attenzione ai sintomi, che possono portare a confusione con altri disturbi. In casi severi, è importante che il paziente sia accompagnato da una famigliare durante le prime visite, perché lo aiuti a spiegare meglio sia la storia della famiglia che l’esordio del problema.

Il trattamento cognitivo – comportamentale combinato alla farmacoterapia si è dimostrato il più efficace nella cura di questo disturbo durante. La psicoterapia è indirizzata a sostenere la persona nel riconoscere il proprio stato e ad accettarlo, a differenziare se stesso e la propria individualità da questo disturbo, a perfezionare la gestione dello stress e, contestualmente, a diminuire i fattori di pericolo di ricaduta.

La tecnica cognitivo-comportamentale implica spesso la compilazione regolare di una tabella dei sintomi dell’umore, della quantità e qualità del sonno e del trattamento farmacologico. Questo controllo è di sostegno sia alla persona per migliorare la consapevolezza e la capacità di gestione del proprio disturbo, sia al terapeuta per comprendere meglio l’andamento della sintomatologia e per stabilire un trattamento più efficace.

Il metodo cognitivo-comportamentale prevede, infine, un trattamento psicoeducativo sia per il soggetto sia per i suoi familiari, al fine di conoscere in modo più approfondito le fasi del disturbo.