Disturbo Ossessivo Compulsivo - DOC

Psicologo a Milano per disturbo ossessivo compulsivo

Cos'è il disturbo ossessivo compulsivo?

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è uno dei disturbi d’ansia più frequenti ed è generalmente contrassegnato dalla presenza di ossessioni e compulsioni, anche se si possono fare vedere ossessioni senza compulsioni e viceversa.

Le ossessioni sono pensieri, immagini mentali o impulsi che si manifestano ripetutamente nella mente di una persona e che sono percepiti come fastidiosi e ripetitivi. Questi fenomeni mentali percepiti come “più forti di sé” disturbano molto le persone che ne soffrono, sia perché fanno fatica a controllarli sia perché provocano delle emozioni negative, come: senso di colpa, disgusto, paura, ecc., a tal punto che in molti casi si sentono obbligati a mettere in atto una serie di comportamenti ripetitivi o di azioni mentali per abbassare lo stato di disagio nel quale si ritrovano. Le ossessioni sono spesso di natura singolare e, chi ne soffre è solitamente consapevole della loro incoerenza o sproporzione; a volte però, si può essere così in uno stato di allarme da non rendersi conto che si tratta di pensieri che generano preoccupazioni irrazionali o quantomeno eccessive. Il contenuto di questi pensieri, immagini o impulsi può essere molteplice.

Le compulsioni (o riti), sono invece dei comportamenti ripetitivi, ad esempio, lavarsi tante volte le mani, controllare diverse volte se non si è dimenticato di qualcosa, mettere a posto le cose che erano già in ordine o azioni mentali, ad esempio, contare, pregare, rifare formule magiche, messe in atto per abbassare il senso di disagio e l’ansia provocati dai pensieri ossessivi. A volte il disagio provato è espresso semplicemente come una spiacevole “sensazione che c’è qualcosa che non va”. I riti, dunque, diminuiscono l’ansia, dando sollievo e senso di relativa sicurezza, anche se per poco tempo.

Il disturbo ossessivo-compulsivo può presentarsi a qualsiasi età, sia in uomini che in donne e colpisce 2% al 3% della popolazione, sia in modo acuto che in modo sleale e progressivo. Si può pensare che in Italia, in questo momento, soffrano di questa patologia circa 800.000 persone.

Come si manifesta il disturbo ossessivo-compulsivo

Le ossessioni e compulsioni possono presentarsi in vari modi.

Si procederà elencando alcune sotto-categorie del disturbo ossessivo-compulsivo.


Disturbo ossessivo-compulsivo da contaminazione

La persona che ha questo tipo di DOC è perseguitata da una forte apprensione nel potersi sporcare o contaminare entrando in contatto con sostanze di vario tipo, quali: escrementi, secrezioni del corpo, sporcizia, sostanze chimiche, siringhe, carne cruda, saponi, solventi, detersivi, ecc. La contaminazione può essere anche da sporco di natura sociale, ad esempio, dal mendicante, persone anziane, persone dipendenti dall’alcool, droga, etc o metaforica, per esempio, la negatività, il diavolo.  Chi soffre di questo disturbo, quindi, si costringe ad evitare una serie interminabile di luoghi: ospedali, stazioni autobus, centri commerciali, bagni, giardini pubblici, ecc., Quando entra in contatto, o semplicemente pensa di essere entrato in contatto, con una delle sostanze contaminanti, il soggetto mette in atto una serie di rituali di pulizia, lavaggio e sterilizzazione ripetuti e minuziosi – detti anche compulsioni – al fine di diminuire la sensazione di disagio ad essi connessa. Tali rituali possono concludersi in poco tempo o arrivare ad occupare molte ore della giornata.


Disturbo ossessivo-compulsivo di tipo superstizioso

Le persone che hanno questo disturbo vivono molto allarmate dall’idea che possano succedere degli eventi negativi a loro stessi o alle proprie famiglie; quando sentono determinati suoni considerati negativi, per esempio, la sirena della polizia o certe parole pronunciate o scritte come satana, morte, diavolo, ecc. pensano che mettendo in atto o meno determinati riti tipo pronunciare certi numeri, compiere certe azioni un certo numero di volte, vedere certi colori o certe cose, ad esempio una croce, il colore bianco, del legno; determini l’esito positivo degli eventi.

 

Disturbo ossessivo-compulsivo da accumulo/accaparramento

Questa tipologia di ossessione è contraddistinta dall’impulso ad accumulare oggetti banali ed inservibili, ad esempio libri, giornali o riviste vecchie, bottiglie o confezioni vuoti, ecc.. A volte, lo spazio occupato da tali “collezioni” diventa così tanto da invadere la vita delle persone e dei suoi familiari. Le persone che hanno questa ossessione, si sentono spesso orgogliose delle loro “collezioni” speciali e si sentono spaventate alla sola idea di buttare via qualcosa.


Disturbo ossessivo da ossessioni pure

Come indicato prima il disturbo ossessivo-compulsivo si può presentare anche come solo ossessioni senza compulsioni – riti. Le persone che presentano questo disturbo sono impaurite da pensieri o spesso immagini relative a scene in cui la persona attua comportamenti deprecabili, senza nessun senso o incoscienti.

Le ossessioni pure possono essere di contenuto sociale, sessuale, religioso o violento. Possiamo trovare:

  • paura di fare del male a se stesso o agli altri, ad esempio alcune persone hanno paura di utilizzare oggetti affilati, che potrebbero tagliare;
  • paura di pronunciare frasi sconce o paura di fare cose imbarazzanti. Questi pazienti possono passare anche delle ore a fare congetture su questi pensieri, facendosi tante domande a riguardo;
  • paura per la presenza di immagini terrificanti, ad esempio immagini di stragi.

Come capire se si soffre di disturbo ossessivo-compulsivo?

Abitualmente viene usato il termine ossessione per indicare un pensiero che si presenta con una certa ostinazione nella nostra mente; c’è però una differenza tra il significato colloquiale del termine e quello clinico. È in ogni caso regolare, in certe condizioni, avere tanti pensieri. È naturale essere preoccupati se un nostro familiare ha problemi di salute, se dobbiamo fare una visita medica o se dobbiamo pagare la rata dell’università. Dunque, le ossessioni si riconoscono, dalle normali preoccupazioni per il loro contenuto, queste ultime sono infatti delle paure legittime e legate a problemi reali della vita quotidiana.

Differentemente da queste, le ossessioni patologiche sono più ripetitive, generano reazioni emozionali più forti e di grande disagio, si fa fatica a gestirle e sono più prolungati nel tempo.  Pertanto è rilevante pensare la presenza di un disturbo ossessivo-compulsivo solo quando i sintomi persistono, creano molta ansia e molto disagio o interferiscono fortemente con la vita di tutti i giorni.

Cause del disturbo ossessivo – compulsivo

Purtroppo gli studi scientifici non hanno dato molta attenzione alla comprensione delle cause del disturbo ossessivo-compulsivo. Si ritiene che alcuni fattori individuali possano concorrere all’aumento dei pensieri ridondanti indesiderabili, quindi allo sviluppo di ossessioni e compulsioni.

Tra le cause individuali vi sono lo stress e l’umore disforico – stato misto di rabbia e tristezza. La ricerca chiarisce, infatti, come le persone presentino più continuativamente dei pensieri ripetitivi in situazioni di forte stress e facciano fatica ad evitare e gestire la presenza di pensieri indesiderabili quando sono infelici.

Si pensa, inoltre, che ci siano anche dei tratti di personalità che possano predisporre all’incremento di pensieri ripetitivi indesiderabili; tra queste vi sono: essere molto sensibili davanti alle minacce o ai pericoli, forte ripetizione di emozioni negative, la scrupolosità, troppa responsabilità, una rigidità morale e il ritegno.

Conseguenze del disturbo ossessivo – compulsivo

Evitare che si ripetano alcune specifiche situazioni, con il passare del tempo, può causare una serie di limitazioni sia nella vita sociale che lavorativa.

Nelle situazioni più accentuate, i soggetti che hanno questo disturbo possono passare quasi tutto il giorno a mettere in atto dei rituali, il che impedisce loro di intraprendere alcuna attività lavorativa, o la compiono irregolarmente. Altre volte, invece, gradiscono mansioni di minore responsabilità.

Chi soffre di questo disturbo, inoltre, ha incertezze anche sulla qualità e la durata delle relazioni di amicizia ed affettive; il 50 % delle persone affette da questo disturbo, infatti, non riesce ad avere rapporti sia con amici che con partner.

Questo disturbo, purtroppo, ha una naturale inclinazione alla cronicizzazione; ne consegue che se non è trattato in modo appropriato può diventare gravosa per tutta la vita.

Differenti tipi di TERAPIE per il disturbo ossessivo – compulsivo

Ad oggi, le uniche terapie che sono risultate efficaci per la cura del disturbo ossessivo-compulsivo sono la terapia farmacologica e la psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Nela terapia farmacologica, vengono usati in percentuale maggiore farmaci antidepressivi SSRI e della clomipramina.  In minori dosi, e in alcuni casi, vengono usati anche farmaci neurolettici e ad azione serotoninergica, che rafforzano l’efficacia della terapia.

Per questo disturbo sono sconsigliati i calmanti – le benzodiazepine – perché anche se danno una momentanea attenuazione dell’ansia, nell’uso prolungato creano assuefazione e dipendenza. I farmaci da soli possono risultare non del tutto efficaci e, anche nel migliore dei casi, presentano un forte rischio di ricaduta.

Nei casi in cui né la terapia cognitivo-comportamentale né il trattamento farmacologico hanno dato seri risultati, si dichiara che la persona mostra un disturbo ossessivo-compulsivo resistente al trattamento; dunque, per questi casi sarebbe utile un ricovero in strutture specializzate.

Una terapia in regime di ricovero ha le seguenti caratteristiche:

  • incremento della terapia farmacologica;
  • incremento delle sedute di psicoterapia cognitivo-comportamentale;
  • intervento quotidiano di esposizione e prevenzione della risposta;
  • provvedimento educativo sui familiari del paziente;
  • provvedimento di prevenzione della ricaduta;
  • controlli regolari dopo la dimissione.

La degenza è appropriata anche per chi presenta dei sintomi sino a impedire le normali attività di vita quotidiana, per chi è a rischio di suicidio, per chi ha scatti violenti, per chi ha situazioni familiari complesse o per chi ha una forte paura di fare del male agli altri.

La terapia cognitivo-comportamentale

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è la terapia psicoterapeutica più appropriata da utilizzare in tutte le fasi del ciclo di vita delle persone che soffrono di DOC. Come ogni terapia di tipo cognitivo-comportamentale, si avvale di tecniche cognitive e di tecniche comportamentali.

Le tecniche cognitive servono per riconoscere e stimolare nel paziente la regolazione di certe strategie mentali che sono alla base del disturbo.

Il resoconto di quando e come è iniziato il disturbo sarà raccolto in diversi momenti del trattamento per favorire la comprensione del proprio disagio. In questo modo si ottiene una riduzione della sensazione di stranezza che normalmente viene provata dai pazienti; certi comportamenti, infatti, possono sembrare agli occhi del paziente come una follia incomprensibile e spaventosa.

Inoltre, i trattamenti cognitivi, agiscono anche su quei processi di pensiero che sono responsabili del mantenimento del disturbo, come: gli sforzi per controllare i pensieri, tipici delle persone ossessive, l’insufficienza di tollerare il rischio, i sensi di colpa di essere responsabili o colpevoli di eventuali disgrazie a causa di disattenzioni.

L’esposizione con prevenzione della risposta, è la tecnica più indicata per la cura del disturbo ossessivo-compulsivo. Essa raffigura la parte comportamentale del trattamento, e consiste nell’esporre gradualmente il paziente al pensiero, immagine o evento che gli causa paura, in modo che reagisca differentemente all’impulso di mettere in atto la sua risposta rituale. Quest tecnica è solitamente seguita dall’utilizzo del modeling; il terapeuta, cioè, mostra alla persona l’atteggiamento da eseguire, in modo che il soggetto si renda conto che l’ansia si placa anche senza eseguire i rituali ma naturalmente, eseguendo un movimento più lento. I comportamenti da cambiare sono, infatti, la risposta a una situazione successa in un momento inaspettato e si possono modificare e sostituire con altri comportamenti più funzionali.