Attacchi di panico

Psicologo a Milano per attacchi di panico

Disturbo da attacchi di panico

Disturbo da attacchi di panico

Il disturbo da attacchi di panico è un disturbo d’ansia, contraddistinto da frequenti ed inattesi attacchi di panico, oltre che dalla paura che si ripetano.

L’ansia è uno stato d’animo normale, che proviamo tutti, il suo compito è quello di segnalare situazioni percepite come potenzialmente dannose o sgradevoli. Questi segnali si avvertono nel corpo attraverso tensioni agli arti, che si preparano a compiere un’azione, innescata dall’adrenalina che circola nel sangue. Dunque, l’ansia è necessaria entro certi livelli, in quanto ci permette di affrontare situazioni temute, utilizzando strategie mentali e fisiche in modo efficace. Ad esempio, mentre guidiamo la nostra auto, e stiamo per entrare in una rotonda, alla nostra sinistra vediamo un’altra macchina che si avvicina: potremmo sentire un po’ di tensione nel nostro corpo, che si prepara all’azione per decidere se andare avanti o se invece è meglio fermarsi.

Chi ha un disturbo da attacco di panico, prova in modo acuto e forte alcuni dei seguenti sintomi:

  • Ritmo cardiaco alterato o palpitazioni;
  • Dolore o fastidio al petto, come potrebbe essere un senso di oppressione al torace;
  • sensazione di asfissia o di soffocamento;
  • sensazioni di perdita dei sensi o perdita di equilibrio, come spossatezza, giramenti di testa, visione offuscata;
  • senso di vomito;
  • sensazioni di formicolio o intorpidimento;
  • brividi;
  • bocca secca o nodo alla gola;
  • traspirazione marcata;
  • confusione mentale;
  • sensazione di irrealtà o sensazione di essere separati da se stessi;
  • paura di non avere più il controllo o di impazzire;
  • paura di morire.

 L’attacco di panico, come accennato prima, ha un’intensità più acuta e forte che nell’ansia ed ha la peculiarità di essere una crisi che si conclude in circa dieci minuti. Durante l’arco di tutta la vita, in periodi di stress emotivo, può accadere di avere qualche occasionale attacco di panico, ma questo non sta a indicare che si soffre di disturbo di panico.

 La persona soggetta al disturbo di panico, infatti, soffre attacchi frequenti ed inattesi. Inoltre, dopo l’episodio e per un periodo di almeno un mese, la persona sviluppa un’ansia anticipatoria sia del probabile nuovo attacco, che delle sue conseguenze.

 Il disturbo di panico è alquanto diffuso, può peggiorare velocemente ed è parecchio invalidante. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne soffre tra l’1,5% e il 3,5% della popolazione mondiale, donne in misura maggiore.

 Generalmente il decorso del disturbo è cronico, ma mentre alcune persone ne soffrono in modo continuativo, altre presentano intervalli di anni senza attacchi di panico.

COME SI PUO’ MANISFESTARE IL DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO

È un processo che può manifestarsi come risposta a stimoli esterni, mentre ci si trova nella metropolitana e improvvisamente questa si ferma; o come risposta a stimoli interni, quando si percepisce il cuore che batte forte più del solito e questo viene ritenuto pericoloso. Dunque valutazioni negative a questi eventi creano a loro volta dei pensieri come: “Cosa sta succedendo”, “come mi succede”, “sto per impazzire”, “sento di perdere il controllo”. Dopo qualche momento, i sintomi dell’ansia iniziano a diminuire, fino a quando la persona si sente stanco sia fisicamente che mentalmente.

Successivamente la persona che ha provato tutte queste sensazioni sgradevoli ha paura di poterle rivivere, e inizierà quindi ad avere comportamenti che evitino situazioni simili.

Si possono riscontrare i seguenti comportamenti di evitamento: 

  • eviterà movimenti eccessivi;
  • preferirà rimanere vicino a zone sicure, ad esempio casa, lavoro;
  • eviterà di frequentare spazi chiusi, ad esempio ristoranti o sale di attesa;
  • non viaggerà in metropolitana, tram, automobile, treno, aereo.

Si possono riscontrare i seguenti comportamenti di precauzione:

  • sorvegliare costantemente le uscite di emergenza;
  • essere accompagnati da qualcuno che si conosce, quando ci si sposta da casa;
  • viaggiare solo in luoghi dove ci sono ospedali;
  • avere una buona scorta di farmaci per l’ansia.

Non tutte le persone, comunque, trasferiscono questo disturbo anche ai comportamenti di evitamento o precauzioni.

COME SAPERE SE SI SOFFRE DI DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO

Avere qualche occasionale attacco di panico non sta a indicare, come detto sopra, che si soffre disturbo di panico. Gli attacchi di panico, sono presenti in diversi tipi di disturbi. Ciò che contraddistingue il disturbo di panico è la loro manifestazione, che di solito non è associata a stimoli o situazioni specifiche, me è inaspettata

CAUSE DEL DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO

Di solito, questo disturbo si presenta per la prima volta tra la tarda adolescenza e i 35 anni. Ciò non esclude che possa accadere in qualsiasi età. I motivi di rischio per l’esordio del disturbo di panico sembrano essere i seguenti:

  • caratteristiche di personalità, dovute principalmente per una iper sensibilità ad agli eventi ansiogeni;
  • familiarità – attraverso i geni o perché appresa – per cui i familiari di primo grado si tramanderebbero la tendenza a rispondere con ansia a specifici stimoli;
  • avere un respiro veloce e profondo in alcune situazioni;
  • condizioni fisiche estenuanti, come ad esempio il troppo lavoro, sonno insufficiente, uso di sostanze stupefacenti, pesanti preoccupazioni, lutti, insicurezze finanziarie, grandi responsabilità, ostilità nelle relazioni. 

CONSEGUENZE DEL DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO

 

L’incessante porre in atto dei comportamenti sia di evitamento che di precauzione:

  • limita l’autonomia, sia di chi ha il disturbo sia di chi gli sta vicino.
  • abbassa la sensazione di adeguatezza individuale e l’
  • con il passare del tempo, può produrre una depressione secondaria.

IL TRATTAMENTO COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

L’approccio cognitivo-comportamentale presuppone che, nel momento in cui un attacco di panico è in atto, la mente dia delle valutazioni nel tentativo di dare delle spiegazioni agli stimoli esterni o interni vissuti come inattesi e pericolosi, mettendo un’etichetta di situazione catastrofica; tale etichettamento intimorisce ancora di più la persona, facendo partire la risposta ansiosa e i successi sintomi fisici e mentali.  

Il trattamento cognitivo-comportamentale presume un protocollo che comprende le seguenti procedure:

  • descrizione della prima manifestazione dell’attacco di panico e racconto del vissuto del momento attuale del disturbo;
  • un contratto terapeutico, che includa, nello specifico, obiettivi condivisi tra paziente e terapeuta;
  • psico-educazione, che consta nel fornire al paziente indicazioni sul disturbo, in particolare le sue modalità di insorgenza e mantenimento;
  • insegnamento di tecniche per la gestione dei sintomi dell’ansia;
  • chiarimenti e riconoscimento delle interpretazioni erronee, che portano all’attacco di panico;
  • esposizione progressiva alle sensazioni e agli stimoli evitati.

Questo protocollo è applicabile sia alla terapia individuale, che a quella di gruppo. Nel nostro centro vengono avviati dei percorsi di gruppo al raggiungimento di almeno 4 persone. Per ulteriori informazioni, contattateci.

Nel caso di gravi situazioni insieme alla psicoterapia viene somministrata anche un trattamento farmacologico.